MESA - A CHI

(BOMBA DISCHI /UNIVERSAL)

HUMAN COLONIES - GROOVY BOY

(LADY SOMETIMES RECORDS)

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(MIACAMERETTA RECORDS)

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Lo staff del nostro Studio di Mastering dispone di strumentazione analogica e digitale di massima qualità, come compressori ed equalizzatori valvolari classe A, sommatori analogici, convertirori AD/DA high end, monitor e acustica al top e molto altro. La nostra flessibilità ci permette di fornire anche Stem Mastering e Loud Mastering per tutte le esigenze.








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Sarà capitato che a volte il vostro Mix aveva “qualcosa di strano”, nonostante i numerosi interventi che avete effettuato per correggere questa stranezza, come un senso di poca potenza, o di frequenze che svanivano.  Spesso questa sensazione in un Mix può significare che avete un problema di fase. Un po’ di Fisica. Per capire la Fase bisogna innanzitutto tenere presente che il suono che andiamo a catturare con i nostri microfoni, è caratterizzato da una serie di onde sinusoidali, quindi determinate da picchi positivi e negativi che impongono alle membrane dei nostri microfoni e dei nostri altoparlanti di vibrare in due direzioni opposte.
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COME IDENTIFICARE E CORREGGERE I PROBLEMI DI FASE
Quello che noi andiamo a percepire quando i nostri altoparlanti riproducono il suono che abbiamo registrato, non è altro che la somma di tutte queste onde sinusoidali, quindi, in ogni determinato istante di tempo, ogni frequenza verrà riprodotta con un movimento di membrana pari al valore della somma di tutte le onde di quel momento.
Guardando i due grafici sopra, nel grafico di sinistra sono rappresentati due segnali audio perfettamente in fase, il che significa che nella riproduzione, la somma di questi due segnali porterà la membrana a muoversi al doppio dell’intensità in entrambe le direzioni, e quindi a riprodurre un suono più potente. Nel grafico di destra invece, abbiamo due segnali completamente fuori fase, che sommati daranno un valore nullo in ogni istante, che risulterà in silenzio assoluto, visto che la membrana resterà immobile.
La Fase in Studio e nella Pratica. E’ chiaro che in sede di studio questo concetto è molto più complicato, visto che ogni fonte di suono è composta da più frequenze, quindi da tantissime sinusoidi di ampiezza e periodi diversi. Ma il punto è che, chiarito il concetto di base, se andiamo ad analizzare la fase anche in situazioni più complicate, come quelle che affrontiamo quando andiamo a registrare lo stesso strumento con più microfoni, abbiamo due potenti strumenti per risolvere al meglio i problemi di fase. Il primo è sicuramente la distanza dei microfoni dalla fonte sonora che vogliamo registrare: se i due microfoni sono equidistanti dalla nostra fonte sonora (ad esempio in una registrazione stereo), sicuramente le due onde che andranno a riprodurre saranno allineate, garantendoci più potenza e una corretta rappresentazione. Il secondo strumento è il switch dell’inversione di fase ed è comodo quando vogliamo utilizzare più microfoni a distanze diverse  (ad esempio per la batteria, in cui abbiamo microfoni vicini e lontani), dove il perfetto allineamento della fase non è possibile: in questo caso ci è permesso provare ad invertire la polarità di alcuni microfoni per avere un suono più pieno e potente. In fase di ripresa, un bravo Ingegnere del suono gioca molto con distanze ed inversioni di fase per trovare la soluzione migliore che dia potenza e senso di realtà.
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